4.48di Sarah Kane

Teatro E - EsTroTeatro (Trento)

Regia di Mirko Corradini

Con Cinzia Scotton

Scenografia di Francesca Postinghel e Andrea Coppi

Installazione video di Corrado Measso

Ricerca musicale di Eric Gardini

Ogni tanto ti succede di leggere un testo teatrale.

Ogni tanto ti succede di incontrare un’attrice.

Ogni tanto ti succede di pensare a quel testo teatrale ed a quell’attrice contemporaneamente.

A me è successo.

Così è nato il nostro “4.48”.

 

Sarah Kane scrive di morte. Di sesso. Di violenza. Di suicidio. Scrive senza filtri .

È trasparente in ogni suo sentimento.

Sarah Kane esprime amore, odio, dolore, angoscia, desiderio,

con una franchezza tanto lucida e vera da poter essere definita candida.

Candida come il bianco.

Sarah Kane ti investe come un fiume in piena.

Con una forza che solo l’acqua sa avere.

 

Il nostro 4.48 nasce da questi tre elementi: TRASPARENZA, BIANCO, ACQUA.

La trasparenza di una camera di sicurezza per persone che hanno tentato il suicidio: senza più intimità, sottoposti all’incessante pressione dello sguardo clinico. Osservati da tutti, giudicati da tutti.

E ognuno giudica da un punto di vista diverso: il proprio punto di vista.

Una stanza tanto bianca quanto inespressiva.

Una stanza dove le parole si trasformano in acqua, in sangue, in amore, in speranza.

In tende che si chiudono per sempre.

 

"4.48" è il grido silenzioso di chi ha troppa voglia di vivere,
la lucidità di chi ha deciso di morire,
 la consapevolezza di chi ha scelto di non farcela più,
la disperata confessione di chi ha troppa paura di soffrire ancora.
L’ultima supplica di chi ha troppo amore da dare. E troppo da chiedere.

“Non ho nessuna voglia di morire. Nessun suicida ne ha mai avuta”.

 

“4.48” nasce da uno studio su Sarah Kane

(che proseguirà con la messinscena di “Phaedra’s love”):

uno studio sulla sofferenza della donna, vista con gli occhi di un uomo.

Oggi questo studio, grazie ad un’attrice, si è trasformato in uno spettacolo.

 

 

Regia di Mirko Corradini

Con Cinzia Scotton

Scenografia di Francesca Postinghel e Andrea Coppi

Installazione video di Corrado Measso

Ricerca musicale di Eric Gardini

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